Colonscopia - Cos’è, quando farla e perché è importante

Gastroenterologo a Torino, il Dott. Mauro Spandre esegue colonscopie diagnostiche e operative in ambienti qualificati, in regime ambulatoriale e senza ricovero.

A cosa serve la colonscopia e quando è indicata

La colonscopia è un esame fondamentale che permette, attraverso la visione diretta, di identificare eventuali alterazioni della parete del colon.

Queste possono essere di natura:

  • strutturale (come i diverticoli),
  • infiammatoria (come le coliti),
  • tumorale, sia benigna (come i polipi) che maligna.

Durante l’esame è anche possibile prelevare campioni di tessuto (biopsie) per un’analisi istologica e eseguire piccoli interventi, come l’asportazione di polipi.

I problemi più comuni per i quali è necessario eseguire una colonscopia sono:

  • Presenza di sangue nelle feci
  • Anemia di origine sconosciuta
  • Dolori addominali persistenti
  • Calo di peso immotivato
  • Cambiamenti persistenti nel modo di evacuare, come diarrea o stitichezza.

Inoltre, può essere consigliata dopo esami non invasivi che abbiano escluso altre cause, come parte di un percorso diagnostico più approfondito.

A cosa serve la colonscopia e quando è indicata

Come si effettua la colonscopia

Per eseguire correttamente una colonscopia è necessaria una preparazione intestinale accurata, volta a pulire completamente il colon dalle feci. Questo passaggio è essenziale per garantire una visione chiara e nitida delle pareti intestinali, deve pertanto essere eseguito scrupolosamente.

Prima dell’esame è importante che il medico sia informato:

  • su eventuali patologie pregresse,
  • sulle terapie in corso,
  • su eventuali allergie.

L’esame viene eseguito a digiuno, con la somministrazione per via endovenosa di farmaci analgesici e sedativi da parte dell’Anestesista, sempre presente. La sedazione può essere “cosciente” con Paziente sveglio ma sedato, oppure “profonda” con Paziente che “dorme” per i minuti in cui l’esame viene effettuato (colonscopia senza dolore).

Come si effettua la colonscopia

Quanto dura una colonscopia

La durata dell’esame può variare a seconda del paziente e delle procedure da eseguire. In media, la colonscopia dura 15-20 minuti.

L’eventuale esecuzione di biopsie o l’asportazione di polipi non causano dolore al paziente e possono, quindi, essere eseguite direttamente durante l’esame senza necessità di anestesia supplementare.

Informazioni sulla colonscopia: quanto dura e cosa succede dopo

Cosa succede dopo la colonscopia

Al termine della colonscopia:

  • viene consegnato un referto dettagliato con le osservazioni del medico,
  • vengono indicate eventuali procedure eseguite,
  • e, se previsto, vengono date informazioni sul ritiro dell’esame istologico.

Dopo l’esame il paziente può tornare a mangiare normalmente. Tuttavia, a causa dell’effetto dei farmaci sedativi (che possono provocare sonnolenza e rallentamento dei riflessi), è necessario:

  • farsi accompagnare da un familiare o conoscente,
  • non guidare e
  • restare a riposo per il resto della giornata.

L’esito della colonscopia e dell’eventuale esame istologico consentono al curante o allo specialista di formulare una diagnosi in base alla quale dare delle indicazioni al paziente per una terapia ed eventuali controlli.

Controindicazioni e rischi della colonscopia

La colonscopia è un esame invasivo, e in quanto tale non è indicato in tutti i casi. Non deve essere eseguito se:

  • è presente un’infiammazione acuta (come una diverticolite) o si sospetta una perforazione intestinale;
  • l’esame non apporterebbe benefici concreti alla salute del paziente (es. diagnosi in soggetti molto anziani o con gravi patologie per cui non è possibile intervenire).

In rari casi, possono verificarsi complicanze, in particolare quando si eseguono interventi di polipectomia. Le due più comuni sono:

  • emorragie,
  • perforazioni intestinali.

Spesso queste complicanze possono essere gestite durante la colonscopia stessa, ma in alcuni casi può essere necessario un intervento chirurgico.

La colonscopia nella prevenzione del tumore al colon-retto

Oltre che come strumento diagnostico, la colonscopia è anche il principale strumento di prevenzione del tumore del colon-retto, in particolare per:

  • persone con familiarità (almeno un parente di primo grado con diagnosi di tumore colorettale),
  • soggetti over 50,
  • chiunque risulti positivo al test di ricerca del sangue occulto nelle feci, proposto gratuitamente a tutti i cittadini mediante lo screening regionale.

La colonscopia consente:

  • di rimuovere polipi prima che evolvano in tumori;
  • di identificare tumori maligni in fase iniziale, quando non hanno ancora dato sintomi evidenti (come sangue nelle feci o dolori addominali).

Per questo, la colonscopia rappresenta non solo un esame in grado di fornire al paziente una diagnosi delle sue problematiche, ma, in alcuni casi, anche la cura delle stesse e, soprattutto, uno strumento fondamentale per la prevenzione e la diagnosi precoce del cancro del colon e del retto, con un impatto decisivo sulle possibilità di cura.

La colonscopia nella prevenzione del tumore al colon-retto

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