Patologie gastroenterologiche
Quando preoccuparsi e cosa fare

Scopri le problematiche più comuni dell’apparato digerente e quando rivolgersi a uno specialista

Disturbi dell’apparato digerente: cosa cura il gastroenterologo

L’apparato digerente è un sistema complesso, soggetto a molteplici disturbi che, se trascurati, possono compromettere in modo significativo la qualità della vita.

Il gastroenterologo si occupa di diagnosticare e curare tutte le patologie che riguardano:

  • esofago, stomaco, intestino tenue e crasso (colon e retto),
  • pancreas, fegato e vie biliari.

Tra i sintomi da non sottovalutare ci sono:

  • dolori addominali ricorrenti o improvvisi,
  • bruciore di stomaco o reflusso,
  • sangue nelle feci o feci scure,
  • alterazioni dell’alvo (stitichezza, diarrea persistente),
  • senso di gonfiore, nausea,
  • perdita di peso inspiegata o stanchezza cronica.

Se riconosci uno o più di questi segnali, è importante non rimandare: una diagnosi precoce può fare la differenza. In questa pagina trovi una panoramica delle principali patologie gastroenterologiche: clicca sul nome per leggere la scheda completa e, se necessario, prenota una visita specialistica.

Malattie infiammatorie intestinali croniche

Che cos'è

Le malattie infiammatorie intestinali croniche sono patologie a decorso prolungato che colpiscono l’intestino e provocano uno stato di infiammazione persistente. Fanno parte di questa categoria patologie come la colite ulcerosa e il morbo di Crohn. Possono interessare tratti diversi del tubo digerente e compromettere l’assorbimento dei nutrienti, con un impatto importante sulla qualità della vita.

Sintomi più comuni

  • Dolore addominale ricorrente o crampiforme
  • Diarrea persistente (a volte con sangue o muco)
  • Perdita di peso non intenzionale
  • Stanchezza cronica, febbricola
  • Anemia o carenze nutrizionali

Quando rivolgersi al medico

Se i sintomi si protraggono per più di qualche settimana o si ripresentano a cicli regolari, è fondamentale rivolgersi a un gastroenterologo. Anche la presenza di familiarità per malattie intestinali croniche rappresenta un motivo per sottoporsi a una valutazione.

Cosa si può fare

La diagnosi si basa su:

  • esami del sangue e delle feci (inclusi marcatori infiammatori),
  • colonscopia con biopsia intestinale,
  • imaging (ecografia intestinale, TAC o risonanza).

Le terapie, personalizzate in base al caso, includono farmaci antinfiammatori, immunosoppressori e, in casi selezionati, terapie biologiche.

Diverticolosi

Che cos'è

La diverticolosi è una condizione in cui si formano piccole estroflessioni (diverticoli) nella parete del colon, soprattutto nel tratto sinistro (sigma). È molto comune nelle persone sopra i 60 anni e spesso è asintomatica.

Sintomi più comuni

  • In molti casi non dà sintomi
  • In presenza di complicanze può provocare dolori addominali (specie in basso a sinistra)

Quando rivolgersi al medico

È opportuno fare un controllo gastroenterologico in caso di dolore ricorrente nella parte sinistra dell’addome, familiarità per problemi intestinali, modifiche recenti dell’alvo o in caso di precedenti episodi di diverticolite.

Cosa si può fare

La diagnosi si esegue con:

  • colonscopia tradizionale o virtuale (non durante episodi acuti di diverticolite),
  • ecografia addominale o TAC in caso di complicanze.

Il trattamento può prevedere dieta ricca di fibre, idratazione, probiotici, e in casi selezionati, terapia antibiotica o chirurgica.

Coliti acute e rare

Che cos'è

Le coliti acute e rare sono infiammazioni del colon che si manifestano con sintomi improvvisi e intensi. Le forme più comuni sono causate da infezioni virali, batteriche o parassitarie, mentre le più rare comprendono coliti come la collagena, la linfocitica e la eosinofila, spesso più difficili da diagnosticare.

Sintomi più comuni

  • Diarrea acuta, spesso abbondante o con muco/sangue
  • Dolore addominale, crampi o gonfiore
  • Febbre o malessere generale
  • Nausea e perdita di appetito

Quando rivolgersi al medico

In presenza di diarrea persistente, sangue nelle feci, febbre o forte dolore addominale è consigliato contattare uno specialista. È particolarmente importante non sottovalutare questi segnali in soggetti fragili, anziani o immunodepressi.

Cosa si può fare

La diagnosi prevede:

  • analisi delle feci (inclusa ricerca di agenti infettivi),
  • colonscopia con biopsia, nei casi di refrattarietà alla terapia o nel sospetto di colite "rara",
  • esami ematochimici.

Il trattamento varia in base alla causa: si va da semplici misure di supporto a terapie specifiche (antibiotici, steroidi, dieta dedicata).

Poliposi del colon

Che cos'è

La poliposi del colon è la presenza di uno o più polipi lungo la mucosa del colon. I polipi sono escrescenze benigne, ma alcuni tipi (es. adenomatosi) possono evolvere in tumori maligni se non rimossi per tempo.

Sintomi più comuni

  • Spesso asintomatica, scoperta durante colonscopie di screening
  • In alcuni casi:
    • sangue occulto o visibile nelle feci
    • alterazioni dell’alvo
    • senso di evacuazione incompleta

Quando rivolgersi al medico

È fondamentale sottoporsi a colonscopia di screening dopo i 50 anni o prima se c’è familiarità per tumore del colon.
Anche la positività al sangue occulto fecale è indicazione per approfondire.

Cosa si può fare

I polipi vengono identificati e rimossi durante la colonscopia, senza necessità di chirurgia. L’esame istologico del tessuto consente di valutare il rischio di trasformazione.
Il gastroenterologo stabilirà poi i tempi dei controlli successivi.

Tumori del colon

Cosa sono

I tumori del colon rappresentano una delle neoplasie più diffuse in Italia. Possono svilupparsi silenziosamente da lesioni precancerose come i polipi e, se diagnosticati in fase precoce, hanno ottime possibilità di cura.

Sintomi più comuni

  • Sangue nelle feci (rosso vivo o occulto)
  • Diarrea o stitichezza persistente, soprattutto se non abituale, evacuazione in più tempi ravvicinati e senso di incompleto svuotamento
  • Calo di peso non spiegato
  • Dolore addominale
  • Anemia

Quando rivolgersi al medico

Se si notano modifiche recenti delle abitudini intestinali, presenza di sangue nelle feci o si è superata la soglia dei 50 anni, è importante sottoporsi a esami di screening. Anche una semplice anemia può essere un segnale da approfondire.

Cosa si può fare

Il primo passo è la colonscopia, che consente di individuare ed effettuare una biopsia nel caso fosse presente una lesione.

Il trattamento può prevedere:

  • intervento chirurgico
  • chemioterapia o radioterapia, a seconda dello stadio
  • controlli regolari dopo la cura

La prevenzione resta l’arma più potente: rimuovere i polipi prima che diventino tumori salva vite.

Sindrome dell’intestino irritabile

Che cos'è

La sindrome dell’intestino irritabile (nota anche come colon irritabile) è un disturbo funzionale dell’intestino che causa sintomi cronici o ricorrenti, senza evidenti lesioni strutturali. Non è una malattia infiammatoria né infettiva, ma una disregolazione della motilità e del microbioma intestinale.

Sintomi più comuni

  • Dolore o fastidio addominale, spesso alleviato dalla defecazione
  • Gonfiore o senso di pienezza
  • Alterazioni dell’alvo: stitichezza (IBS-C), diarrea (IBS-D), o alternanza tra le due
  • Sensazione di evacuazione incompleta

Quando rivolgersi al medico

È bene consultare un gastroenterologo quando i sintomi persistono da settimane, condizionano la vita quotidiana o compaiono dopo i 50 anni. La diagnosi è clinica, ma deve sempre escludere altre patologie organiche.

Cosa si può fare

Non esiste una terapia unica, ma il trattamento prevede:

  • educazione alimentare (dieta FODMAP o altre),
  • eventuale supporto farmacologico (antispastici, modulatori dell’alvo),
  • probiotici selezionati.

Malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE)

Che cos'è

La malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE) è una condizione molto diffusa in cui i succhi gastrici risalgono dallo stomaco all’esofago, provocando irritazione e infiammazione della mucosa esofagea. Il reflusso può essere occasionale, ma se diventa cronico va considerato e trattato come una vera e propria patologia.

Sintomi più comuni

  • Bruciore retrosternale (pirosi), soprattutto dopo i pasti o da sdraiati
  • Rigurgito acido
  • Nausea o sensazione di nodo alla gola
  • Tosse secca notturna o raucedine
  • Difficoltà a deglutire nei casi più avanzati

Quando rivolgersi al medico

Se i sintomi persistono per più di due settimane nonostante i farmaci da banco o tendono a peggiorare, è consigliato effettuare una visita specialistica. Il reflusso cronico non trattato può portare a complicanze come esofagite o Esofago di Barrett.

Cosa si può fare

La diagnosi può includere:

  • visita specialistica con anamnesi dettagliata
  • gastroscopia
  • eventuale pH-metria esofagea

Il trattamento prevede farmaci inibitori di pompa protonica e, in rari casi, opzioni chirurgiche.

Esofagite

Che cos'è

L’esofagite è l’infiammazione della mucosa dell’esofago, spesso causata dal reflusso acido gastrico cronico (MRGE). Altre cause includono infezioni (es. da Candida), farmaci, ingestione di sostanze irritanti o condizioni autoimmuni.

Sintomi più comuni

  • Dolore o bruciore dietro lo sterno
  • Difficoltà o dolore nel transito del cibo deglutito attraverso l'esofago (disfagia)
  • Sensazione di “nodo in gola”
  • Rigurgito acido
  • Tosse cronica o raucedine

Quando rivolgersi al medico

È importante consultare un gastroenterologo in presenza di sintomi ricorrenti, soprattutto se si sono già provati trattamenti antiacido senza successo. La diagnosi precoce è importante per evitare complicanze come ulcere o stenosi esofagee.

Cosa si può fare

La diagnosi avviene tramite gastroscopia con eventuale biopsia.

La terapia varia in base alla causa:

  • per la forma da reflusso: farmaci antiacido e inibitori di pompa protonica
  • per le forme infettive o eosinofile: terapia mirata

I controlli sono importanti in caso di forme croniche.

Gastrite cronica

Che cos'è

La gastrite cronica è un’infiammazione persistente della mucosa dello stomaco, spesso associata a infezione da Helicobacter pylori, uso prolungato di farmaci antinfiammatori (FANS), abuso di alcol o stress cronico. Può essere superficiale o coinvolgere più strati della mucosa.

Sintomi più comuni

La gastrite cronica è perlopiù priva di sintomi. Il riscontro è occasionale e la diagnosi non è clinica, ma solo istologica con biopsia eseguita endoscopicamente.

Cosa si può fare

Se la gastrite cronica è associata ad un'infezione da Helicobacter pylori, la terapia prevede l'eradicazione del batterio tramite somministrazione mirata di antibiotici e inibitori di pompa protonica.

Gastrite con infezione da Helicobacter

Che cos'è

La gastrite causata da Helicobacter pylori è una forma cronica di infiammazione dello stomaco dovuta alla presenza di questo batterio, che si annida nella mucosa gastrica. L’infezione è molto diffusa e, se trascurata, può evolvere in ulcere o lesioni precancerose.

Sintomi più comuni

La gastrite cronica causata da infezione da Helicobacter Pylori è pressochè asintomatica se in assenza di lesioni ulcerose . La diagnosi è quasi sempre occasionale durante gastroscopia eseguita per motivi diversi non dipendenti dalla gastrite da Helicobacter.

Quando rivolgersi al medico

In presenza di sintomi gastrici ricorrenti o se è stata evidenziata anemia o una familiarità per tumore gastrico, è importante eseguire una gastroscopia con biopsia.

Cosa si può fare

La diagnosi si effettua con:

  • test del respiro (urea breath test),
  • esame delle feci,
  • gastroscopia con biopsia.

Il trattamento prevede una terapia antibiotica mirata, spesso associata a gastroprotettori.

Ulcera gastrica

Che cos'è

L’ulcera gastrica è una lesione della mucosa dello stomaco che può penetrare in profondità, causando, nei casi più gravi, sanguinamento o perforazione. Le cause principali sono l’Helicobacter pylori e l’uso di farmaci gastrolesivi.

Sintomi più comuni

  • Dolore epigastrico
  • Bruciore o crampi allo stomaco
  • Nausea o vomito
  • Presenza di sangue nelle feci (feci scure)

Quando rivolgersi al medico

È necessario rivolgersi allo specialista in presenza di dolore gastrico ricorrente, vomito, calo di peso o anemia. Le ulcere devono essere identificate e monitorate con attenzione.

Cosa si può fare

La diagnosi si basa sulla gastroscopia con biopsia.

Il trattamento comprende:

  • terapia per l’eradicazione dell’Helicobacter (se presente),
  • farmaci gastroprotettori (IPP),
  • sospensione di farmaci gastrolesivi.

In caso di sanguinamento, può essere necessario intervenire endoscopicamente.

Ulcera duodenale

Che cos'è

L’ulcera duodenale è una lesione della mucosa dell’intestino tenue (prima porzione: duodeno), molto simile all’ulcera gastrica ma più frequente nei soggetti giovani. È spesso causata da Helicobacter pylori o da uno squilibrio tra fattori aggressivi e protettivi della mucosa.

Sintomi più comuni

  • Dolore epigastrico che migliora con il cibo e peggiora a digiuno
  • Talvolta sanguinamento occulto

Quando rivolgersi al medico

Se i sintomi persistono, soprattutto nelle ore notturne o a digiuno, è opportuno indagare con esami specifici. Anche la comparsa di anemia può essere un segnale importante.

Cosa si può fare

La diagnosi è confermata con una gastroscopia con biopsia.

Il trattamento prevede:

  • terapia antibiotica contro Helicobacter,
  • inibitori di pompa protonica,

Polipi dello stomaco

Cosa sono

I polipi gastrici sono escrescenze benigne che si formano sulla mucosa dello stomaco. Vengono spesso scoperti in modo casuale durante una gastroscopia per altri motivi. Alcuni tipi di polipi (es. adenomi) possono evolvere in forme tumorali se non trattati.

Sintomi più comuni

  • Spesso asintomatici
  • In alcuni casi: lieve sanguinamento

Quando rivolgersi al medico

Se i polipi sono stati identificati in esami precedenti, è importante eseguire un controllo specialistico. Alcuni polipi richiedono rimozione endoscopica e follow-up regolare.

Cosa si può fare

La diagnosi e l’asportazione si effettuano in sede di gastroscopia.

I campioni vengono poi analizzati per tipizzarne la natura.

Il gastroenterologo definirà il piano di controllo in base alla tipologia.

Tumori dello stomaco

Cosa sono

I tumori gastrici sono neoplasie che colpiscono la mucosa dello stomaco. Spesso si sviluppano in modo silenzioso da lesioni precancerose come le gastriti croniche atrofiche o i polipi adenomatosi. La diagnosi precoce migliora sensibilmente le possibilità di cura.

Sintomi più comuni

  • Perdita di peso non giustificata
  • Anemia
  • Nausea, vomito, dolore epigastrico
  • Sangue occulto nelle feci

Quando rivolgersi al medico

È fondamentale rivolgersi a uno specialista in caso di sintomi digestivi persistenti, anemia inspiegata o familiarità per patologie gastriche. La diagnosi precoce è cruciale.

Cosa si può fare

La diagnosi richiede:

  • gastroscopia con biopsie multiple
  • eventuali esami di imaging

Il trattamento può includere chirurgia, chemioterapia, immunoterapia o un mix delle tre, a seconda dello stadio.

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