Scopri le problematiche più comuni dell’apparato digerente e quando rivolgersi a uno specialista
L’apparato digerente è un sistema complesso, soggetto a molteplici disturbi che, se trascurati, possono compromettere in modo significativo la qualità della vita.
Il gastroenterologo si occupa di diagnosticare e curare tutte le patologie che riguardano:
Tra i sintomi da non sottovalutare ci sono:
Se riconosci uno o più di questi segnali, è importante non rimandare: una diagnosi precoce può fare la differenza. In questa pagina trovi una panoramica delle principali patologie gastroenterologiche: clicca sul nome per leggere la scheda completa e, se necessario, prenota una visita specialistica.
Le malattie infiammatorie intestinali croniche sono patologie a decorso prolungato che colpiscono l’intestino e provocano uno stato di infiammazione persistente. Fanno parte di questa categoria patologie come la colite ulcerosa e il morbo di Crohn. Possono interessare tratti diversi del tubo digerente e compromettere l’assorbimento dei nutrienti, con un impatto importante sulla qualità della vita.
Se i sintomi si protraggono per più di qualche settimana o si ripresentano a cicli regolari, è fondamentale rivolgersi a un gastroenterologo. Anche la presenza di familiarità per malattie intestinali croniche rappresenta un motivo per sottoporsi a una valutazione.
La diagnosi si basa su:
Le terapie, personalizzate in base al caso, includono farmaci antinfiammatori, immunosoppressori e, in casi selezionati, terapie biologiche.
La diverticolosi è una condizione in cui si formano piccole estroflessioni (diverticoli) nella parete del colon, soprattutto nel tratto sinistro (sigma). È molto comune nelle persone sopra i 60 anni e spesso è asintomatica.
È opportuno fare un controllo gastroenterologico in caso di dolore ricorrente nella parte sinistra dell’addome, familiarità per problemi intestinali, modifiche recenti dell’alvo o in caso di precedenti episodi di diverticolite.
La diagnosi si esegue con:
Il trattamento può prevedere dieta ricca di fibre, idratazione, probiotici, e in casi selezionati, terapia antibiotica o chirurgica.
Le coliti acute e rare sono infiammazioni del colon che si manifestano con sintomi improvvisi e intensi. Le forme più comuni sono causate da infezioni virali, batteriche o parassitarie, mentre le più rare comprendono coliti come la collagena, la linfocitica e la eosinofila, spesso più difficili da diagnosticare.
In presenza di diarrea persistente, sangue nelle feci, febbre o forte dolore addominale è consigliato contattare uno specialista. È particolarmente importante non sottovalutare questi segnali in soggetti fragili, anziani o immunodepressi.
La diagnosi prevede:
Il trattamento varia in base alla causa: si va da semplici misure di supporto a terapie specifiche (antibiotici, steroidi, dieta dedicata).
La poliposi del colon è la presenza di uno o più polipi lungo la mucosa del colon. I polipi sono escrescenze benigne, ma alcuni tipi (es. adenomatosi) possono evolvere in tumori maligni se non rimossi per tempo.
È fondamentale sottoporsi a colonscopia di screening dopo i 50 anni o prima se c’è familiarità per tumore del colon.
Anche la positività al sangue occulto fecale è indicazione per approfondire.
I polipi vengono identificati e rimossi durante la colonscopia, senza necessità di chirurgia. L’esame istologico del tessuto consente di valutare il rischio di trasformazione.
Il gastroenterologo stabilirà poi i tempi dei controlli successivi.
I tumori del colon rappresentano una delle neoplasie più diffuse in Italia. Possono svilupparsi silenziosamente da lesioni precancerose come i polipi e, se diagnosticati in fase precoce, hanno ottime possibilità di cura.
Se si notano modifiche recenti delle abitudini intestinali, presenza di sangue nelle feci o si è superata la soglia dei 50 anni, è importante sottoporsi a esami di screening. Anche una semplice anemia può essere un segnale da approfondire.
Il primo passo è la colonscopia, che consente di individuare ed effettuare una biopsia nel caso fosse presente una lesione.
Il trattamento può prevedere:
La prevenzione resta l’arma più potente: rimuovere i polipi prima che diventino tumori salva vite.
La sindrome dell’intestino irritabile (nota anche come colon irritabile) è un disturbo funzionale dell’intestino che causa sintomi cronici o ricorrenti, senza evidenti lesioni strutturali. Non è una malattia infiammatoria né infettiva, ma una disregolazione della motilità e del microbioma intestinale.
È bene consultare un gastroenterologo quando i sintomi persistono da settimane, condizionano la vita quotidiana o compaiono dopo i 50 anni. La diagnosi è clinica, ma deve sempre escludere altre patologie organiche.
Non esiste una terapia unica, ma il trattamento prevede:
La malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE) è una condizione molto diffusa in cui i succhi gastrici risalgono dallo stomaco all’esofago, provocando irritazione e infiammazione della mucosa esofagea. Il reflusso può essere occasionale, ma se diventa cronico va considerato e trattato come una vera e propria patologia.
Se i sintomi persistono per più di due settimane nonostante i farmaci da banco o tendono a peggiorare, è consigliato effettuare una visita specialistica. Il reflusso cronico non trattato può portare a complicanze come esofagite o Esofago di Barrett.
La diagnosi può includere:
Il trattamento prevede farmaci inibitori di pompa protonica e, in rari casi, opzioni chirurgiche.
L’esofagite è l’infiammazione della mucosa dell’esofago, spesso causata dal reflusso acido gastrico cronico (MRGE). Altre cause includono infezioni (es. da Candida), farmaci, ingestione di sostanze irritanti o condizioni autoimmuni.
È importante consultare un gastroenterologo in presenza di sintomi ricorrenti, soprattutto se si sono già provati trattamenti antiacido senza successo. La diagnosi precoce è importante per evitare complicanze come ulcere o stenosi esofagee.
La diagnosi avviene tramite gastroscopia con eventuale biopsia.
La terapia varia in base alla causa:
I controlli sono importanti in caso di forme croniche.
La gastrite cronica è un’infiammazione persistente della mucosa dello stomaco, spesso associata a infezione da Helicobacter pylori, uso prolungato di farmaci antinfiammatori (FANS), abuso di alcol o stress cronico. Può essere superficiale o coinvolgere più strati della mucosa.
La gastrite cronica è perlopiù priva di sintomi. Il riscontro è occasionale e la diagnosi non è clinica, ma solo istologica con biopsia eseguita endoscopicamente.
Se la gastrite cronica è associata ad un'infezione da Helicobacter pylori, la terapia prevede l'eradicazione del batterio tramite somministrazione mirata di antibiotici e inibitori di pompa protonica.
La gastrite causata da Helicobacter pylori è una forma cronica di infiammazione dello stomaco dovuta alla presenza di questo batterio, che si annida nella mucosa gastrica. L’infezione è molto diffusa e, se trascurata, può evolvere in ulcere o lesioni precancerose.
La gastrite cronica causata da infezione da Helicobacter Pylori è pressochè asintomatica se in assenza di lesioni ulcerose . La diagnosi è quasi sempre occasionale durante gastroscopia eseguita per motivi diversi non dipendenti dalla gastrite da Helicobacter.
In presenza di sintomi gastrici ricorrenti o se è stata evidenziata anemia o una familiarità per tumore gastrico, è importante eseguire una gastroscopia con biopsia.
La diagnosi si effettua con:
Il trattamento prevede una terapia antibiotica mirata, spesso associata a gastroprotettori.
L’ulcera gastrica è una lesione della mucosa dello stomaco che può penetrare in profondità, causando, nei casi più gravi, sanguinamento o perforazione. Le cause principali sono l’Helicobacter pylori e l’uso di farmaci gastrolesivi.
È necessario rivolgersi allo specialista in presenza di dolore gastrico ricorrente, vomito, calo di peso o anemia. Le ulcere devono essere identificate e monitorate con attenzione.
La diagnosi si basa sulla gastroscopia con biopsia.
Il trattamento comprende:
In caso di sanguinamento, può essere necessario intervenire endoscopicamente.
L’ulcera duodenale è una lesione della mucosa dell’intestino tenue (prima porzione: duodeno), molto simile all’ulcera gastrica ma più frequente nei soggetti giovani. È spesso causata da Helicobacter pylori o da uno squilibrio tra fattori aggressivi e protettivi della mucosa.
Se i sintomi persistono, soprattutto nelle ore notturne o a digiuno, è opportuno indagare con esami specifici. Anche la comparsa di anemia può essere un segnale importante.
La diagnosi è confermata con una gastroscopia con biopsia.
Il trattamento prevede:
I polipi gastrici sono escrescenze benigne che si formano sulla mucosa dello stomaco. Vengono spesso scoperti in modo casuale durante una gastroscopia per altri motivi. Alcuni tipi di polipi (es. adenomi) possono evolvere in forme tumorali se non trattati.
Se i polipi sono stati identificati in esami precedenti, è importante eseguire un controllo specialistico. Alcuni polipi richiedono rimozione endoscopica e follow-up regolare.
La diagnosi e l’asportazione si effettuano in sede di gastroscopia.
I campioni vengono poi analizzati per tipizzarne la natura.
Il gastroenterologo definirà il piano di controllo in base alla tipologia.
I tumori gastrici sono neoplasie che colpiscono la mucosa dello stomaco. Spesso si sviluppano in modo silenzioso da lesioni precancerose come le gastriti croniche atrofiche o i polipi adenomatosi. La diagnosi precoce migliora sensibilmente le possibilità di cura.
È fondamentale rivolgersi a uno specialista in caso di sintomi digestivi persistenti, anemia inspiegata o familiarità per patologie gastriche. La diagnosi precoce è cruciale.
La diagnosi richiede:
Il trattamento può includere chirurgia, chemioterapia, immunoterapia o un mix delle tre, a seconda dello stadio.
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