Domande frequenti
Visite ed esami gastroenterologici

Qui trovi le risposte ai dubbi più comuni prima e dopo la visita gastroenterologica

Sintomi da non ignorare e domande comuni prima di visite e esami

Prima di una visita specialistica è normale avere dubbi su sintomi, tempistiche, esami o preparazioni. In questa pagina trovi le risposte alle domande più frequenti su colonscopia, gastroscopia, disturbi intestinali e visite gastroenterologiche.

Se non trovi ciò che cerchi o hai bisogno di un chiarimento specifico, puoi contattare direttamente lo studio del Dott. Mauro Spandre ai numeri: 011 859842 - 011 857024

È consigliabile consultare un gastroenterologo quando si manifestano sintomi persistenti come dolori addominali ricorrenti, nausea, gonfiore, bruciore di stomaco, diarrea o stitichezza croniche, sangue nelle feci o perdita di peso inspiegata. Anche in caso di familiarità per malattie dell’apparato digerente, è utile sottoporsi a controlli periodici.


La colonscopia esplora l’interno del colon e del retto, mentre la gastroscopia permette di visualizzare esofago, stomaco e duodeno. Entrambe sono esami endoscopici utili per diagnosticare infiammazioni, ulcere, polipi e tumori.


La colonscopia esplora l’interno del colon e del retto, mentre la gastroscopia permette di visualizzare esofago, stomaco e duodeno. Entrambe sono esami endoscopici utili per diagnosticare infiammazioni, ulcere, polipi e tumori.

Per scoprire di più, visita le pagine dedicate alla colonscopia e alla gastroscopia


I sintomi più comuni sono bruciore di stomaco, rigurgito acido, nausea, tosse notturna, alito cattivo e difficoltà a deglutire. Quando questi disturbi diventano frequenti o resistono alla terapia, è consigliata una valutazione specialistica.


Helicobacter pylori è un batterio che vive nella mucosa dello stomaco e può causare un’infiammazione cronica, nota come gastrite. Si trasmette generalmente per via orale e può rimanere nell’organismo per anni senza dare sintomi evidenti.

È un’infezione molto diffusa e, nella maggior parte dei casi, non pericolosa, ma se trascurata può contribuire allo sviluppo di:

  • ulcere gastriche o duodenali,
  • disturbi digestivi ricorrenti,
  • e, in rari casi, lesioni precancerose.

Fortunatamente, l’Helicobacter pylori si cura facilmente con una terapia antibiotica mirata.


L’infezione da Helicobacter Pylori non dà sintomatologia, a meno che non sia associata a patologia ulcerosa o tumorale.

Per avere una diagnosi certa, è necessario effettuare specifici esami:

  • test del respiro (urea breath test),
  • esame delle feci,
  • gastroscopia con biopsia.

Se hai sintomi persistenti o sospetti un’infezione, è consigliato rivolgersi al gastroenterologo per una valutazione e un eventuale trattamento.


Una certa quantità di aria è fisiologica, ma gonfiore e meteorismo eccessivo possono essere segno di:

  • intolleranze alimentari (es. lattosio),
  • sindrome dell’intestino irritabile,
  • fermentazioni intestinali anomale.

Un gastroenterologo può aiutare a identificarne le cause.


La visita specialistica dura in media 50–60 minuti e comprende:

  • raccolta dettagliata della storia clinica (anamnesi),
  • esame obiettivo dell’addome,
  • eventuale prescrizione di esami o indicazioni terapeutiche.

È bene rivolgersi al medico in caso di:

  • presenza di sangue (rosso vivo o feci nere),
  • feci molto chiare o oleose,
  • variazioni improvvise della frequenza o consistenza,
  • muco nelle feci o diarrea cronica.

Sì, grazie a programmi di screening con ricerca del sangue occulto fecale e, in caso di positività, colonscopia. Rimuovere i polipi prima che diventino maligni è il modo più efficace per prevenire il tumore del colon-retto.


No, non è una patologia pericolosa, ma può essere molto invalidante se non trattata. Provoca dolori, gonfiore, alterazioni dell’alvo (stitichezza o diarrea) e impatta fortemente sulla qualità della vita. Un approccio personalizzato aiuta a gestirla efficacemente.


Assolutamente sì. La stitichezza può avere cause funzionali, alimentari o legate ad altre patologie intestinali. Il gastroenterologo è lo specialista più indicato per studiare il problema ed escludere cause organiche.


Dopo l’esame, si può riprendere l’alimentazione abituale.


Dopo la sedazione, è raccomandato non guidare né lavorare per il resto della giornata. Meglio farsi accompagnare e rimanere a riposo a casa. Gli effetti svaniscono in poche ore.


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